borgo San Giuliano

Borgo San Giuliano, Cosa Visitare, Cultura — Di il 26 ottobre 2010 alle 17:48

San Giuliano Borgo

Lasciatosi il centro storico della città alle spalle e oltreppasando il Ponte di Tiberio ci si trova in una piccola borgata senza tempo, dalla suggestiva bellezza e delicatezza: è San Giuliano, un agglomerato di case che costeggiano la sponda settentrionale del fiume Marecchia da cui si articolano vicoletti, stradine e si aprono piazzette.

Tanto caro a Federico Fellini il borgo ne ha immortalato il ricordo con i grandi murales  a lui e dedicati impressi sui caldi e colorati muri. Nonostante oggi il borgo sia un vero e proprio gioiello ricco di ristorantini tipici, osterie e negozietti il suo insediamento originario è riconducibile a famiglie umili prevalentamente di pescatori che ne hanno caratterizzato l’architetture delle case come semplici strutture dell’edilizia popolare.

L’amore e il rispetto perla tradizione è qui accentuato e visibile nella volontà di conservare, ristrutturare e mantenere il passato e il folclore intatto, ne è la prova la curiosa “Festa de Borg” che, nata come ritrovo fra borghigiani originari, è diventata la festa cittadina aperta a tutti.

Irrinunciabile è la visita alla chiesa di San Giuliano: la parte visibile attualmente è il risultuato finale di una sequenza di rifacimenti e modifiche avvenute nel corso dei secoli, fino alla sostituzione completa della struttura medievale a tre navate con quella attuale conseguente all’ultimo importante restauro cinquecentesco.

Edificata nella seconda metà del IX secolo, la chiesa era introdotta all’interno di un complesso benedettino dedicato ai Santi Pietro e Paolo, crocevia di fedeli anche grazie alla vicinanza delle strade consolari.

La chiesa vantava inoltre la presenza delle reliquie del Santo, giunte secondo le fonti dalla Dalmazia via mare e conservate all’interno di un sarcofago marmoreo di età romana posto sull’altare da cui furono poi rimosse  nel 1910, per essere introdotte in un’urna, a sua volta incastonata nell’altare stesso.

Da questa fonte storica ha origine un episodio narrato nella tradizione riminese secondo cui, nel punto stesso in cui venne rinvenuto il sarcofago del santo arenato sulla spiaggia, ebbe origine la fonte dell’acqua Sacramora: sacra dimora appunto.

San Giuliano fu sempre considerata uno delle perle dai Riminesi  anche grazie ai preziosi tesori artistici che in essa sono presenti  come  “il martirio di San Giuliano” compiuto dal Veronese, trionfante di bellezza sull’altare maggiore e il  polittico di Bittino da Faenza con le storie del Santo collocato nella terza cappella.

La presenza di capolavori della Scuola Veneta dimostra come Rimini ebbe  per diversi secoli una stretta relazione economica e culturale con la città di Venezia, a conferma di ciò,  i dipinti laterali della navata appartenenti  all’artista veneto Pasquale Ottino,eseguiti nel 1615.

Inserisci un commento

Trackbacks

Leave a Trackback